APC® Anima Psiche e Corpo – attraverso l’Acqua l’interezza dell’essere
L’Acqua è Vita

L’Acqua è la forza vitale generatrice primordiale, il primo elemento sacro
di cui si ha esperienza fin da quando la vita si sviluppa nel ventre materno.
Dagli albori dell’antichità è noto che l’acqua ha preziose e uniche proprietà terapeutiche:
attingendo a queste conoscenze ancestrali, unite agli studi scientifici moderni,
ad ore e ore di studio nell’acqua di tecniche, programmi integrati e metodologie innovative con risultati
eccezionali, nasce una nuova consapevolezza dell’elemento Acqua
come terapia fondamentale per il benessere di ogni individuo.
APC® è un metodo che considera l’interezza dell’essere: non disgiunge i livelli che ci “compongono” ma lavora tenendo conto che il fisico, il mentale, l’emozionale e lo spirituale sono collegati sempre. Anima, Psiche e Corpo cercaa e ricerca il trionfo dell’Unità attraverso questo prezioso Elemento naturale, fonte ed essenza della Vita stessa.
“Scoperta, ascolto, leggerezza e profondità!”
LAURA RICCI
“Nella mia esperienza ho imparato l’importanza di accogliere la consapevolezza”

Ideatrice del metodo APC – Anima Psiche e Corpo®
attraverso i benefici dell’acqua calda, competenze e metodologie innovative,
propone percorsi mirati allo sviluppo, alla crescita personale, al benessere psico-fisico.
Sono diventata insegnante di : WATSU® (Water Shiatsu) e OBA® (Oceanic Bodywork Aqua) che ho praticato come operatrice e formatrice fino al 2021
Lavoro da oltre 15 anni con persone fibromialgiche, con disabili e
con chi semplicemente desidera contattare sé stesso, provare una nuova forma di benessere profondo.


Un metodo profondo di lavorare su di se
Per migliorare se stessi e la relazione con il mondo
Lavoro in Acqua Calda
Quando entriamo in contatto con l’Acqua
il nostro Essere entra in risonanza con essa, comunicando a livello sottile e agevolando un intenso e completo riequilibrio del Sé.
Lavoro a Terra
Il lavoro a terra permette di elaborare le consolidare le sensazioni e le emozioni ricevute dal lavoro e dal contatto con l’acqua e con l’altro.La Terra ci offre altro opportunità di ascolto.
Corsi
Il lavoro può essere svolto in sessioni individuali e personalizzate o in corsi di gruppo valorizzando le esperienze e la condivisione con gli altri
L’ascolto non è gentilezza.È fisiologia.È neurologia applicata all’anima.
Quando qualcuno si sente ascoltato, il corpo cambia stato. Non è poesia: è biologia pura. Il sistema nervoso autonomo esce dalla modalità allerta, il nervo vago prende il comando, la frequenza cardiaca si regolarizza, il respiro scende. Il corpo smette di difendersi e inizia a ripararsi.L’ascolto è il primo atto terapeutico. Sempre.
Viviamo in un’epoca che parla troppo e sente poco. Tutti esprimono, pochi ricevono. Ma l’essere umano non si cura perché viene capito con le parole giuste. Si cura quando sente che può esistere senza essere interrotto. Senza essere corretto. Senza essere aggiustato.
Dal punto di vista neuroscientifico, sentirsi ascoltati abbassa il cortisolo e riattiva i circuiti della sicurezza. Dal punto di vista umano, fa qualcosa di ancora più radicale: restituisce dignità all’esperienza vissuta.Quando ascolti davvero qualcuno, gli stai dicendo “quello che senti ha diritto di stare al mondo”.
Qui entra in gioco Carl Gustav Jung. Jung non parlava di ascolto come tecnica, ma come postura dell’anima. Per lui, ciò che non viene ascoltato non scompare: si sposta nell’ombra. E l’ombra, quando ignorata, governa. I sintomi, i dolori, le compulsioni, le ripetizioni non sono altro che voci non ascoltate che bussano più forte.
Ascoltare significa permettere all’ombra di parlare senza giudizio.E attenzione: ascoltare non è essere d’accordo. È restare presenti mentre l’altro esiste. È sostenere il vuoto senza riempirlo subito con consigli, soluzioni, frasi pronte.
C’è una differenza enorme tra sentire e ascoltare. Sentire è un atto passivo. Ascoltare è una scelta attiva. Richiede silenzio interno. Richiede che tu metta da parte il tuo bisogno di avere ragione, di intervenire, di salvare.L’ascolto vero è scomodo perché ti costringe a non essere il protagonista.
Dal punto di vista clinico, chi non viene ascoltato sviluppa iperattivazione. Il corpo resta in uno stato di vigilanza cronica. I muscoli si irrigidiscono, l’intestino si infiamma, il sonno si frammenta. Il sintomo diventa linguaggio alternativo. Il corpo parla quando nessuno ascolta.
Ascoltare è quindi un atto rivoluzionario.È dire al sistema nervoso dell’altro: “qui non devi combattere”.È creare un campo di sicurezza in cui la verità può emergere senza travolgere.
Jung direbbe che l’ascolto autentico è un processo di individuazione condivisa. Due esseri umani che si incontrano senza maschere. Non per guarire subito, ma per essere veri abbastanza da permettere alla guarigione di accadere.
E c’è una cosa che va detta senza zucchero sopra: molti professionisti della cura hanno dimenticato l’ascolto. Si ascolta per rispondere, non per comprendere. Si ascolta per diagnosticare, non per incontrare. Ma il corpo dell’altro lo sa. E reagisce di conseguenza.
Ascoltare è la prima medicina.Prima della tecnica.Prima della parola giusta.Prima del trattamento.
È un atto di coraggio.Perché quando ascolti davvero qualcuno, devi essere disposto a lasciarti toccare.
E da lì non si torna indietro.
(Giuseppe Totaro – da “Il Potere dell’Ascolto”)